Gruppo Consiliare Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Gronda e Terzo Valico: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

Febbraio 5th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

La decisione di Claudio Burlando di non firmare il protocollo sulla gronda autostradale di Ponente, perche’ non comprendente il tunnel tra la val Fontanabuona e Rapallo, e la successiva indignazione del ministro Matteoli, dimostra che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ma sopratutto quale protocollo dovrebbero firmare? Quello votato dal Comune di Genova, o quello della Provincia o quello della Regione Liguria? Tutti sanno che tra questi protocolli ci sono evidenti differenze, non ultima il tunnel tra Rapallo e val Fontanabuona.
Il ministro Matteoli, inoltre, millanta un fantomatico avvio dei lavori della realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta ferroviaria Genova-Milano sul corridoio Genova-Rotterdam (Terzo Valico dei Giovi), Invece, nello stesso invito delle FFSS non si parla di inizio dei lavori, ma solo di illustrazione e questo perche’ non esiste il progetto esecutivo, ragion per cui sara’ impossibile spendere i 500 milioni di euro in 3 anni (su un costo totale di 5,4 miliardi) per le opere accessorie. Accessorie di che? Se il progetto esecutivo non esiste? In ogni caso confermiamo la mobilitazione contro queste opere che i dati emersi nel dibattito pubblico hanno dimostrato inutile e fuorviante. Saremo sempre dalla parte dei cittadini che difendono il loro territorio, e li sosterremo anche con il supporto legale. E ovviamente parteciperemo alle manifestazioni di protesta indette per lunedi 9 mattina a Sampierdarena.
Rimane il rammarico che l’inaugurazione dei lavori sul Nodo Ferroviario di Genova che da anni chiediamo a gran voce passino in secondo piano di fronte a Grandi Opere discutibili.
Sono proprio questi lavori che permettono in gran parte di migliorare la mobilita’ cittadina, in particolare con l’uso metropolitano della linea ferroviaria costiera nel ponente cittadino.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - Prc

Un’altra “finta” inaugurazione del Terzo Valico, per il quale si sprecano tanti soldi

Gennaio 29th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

Lunedi 8 febbraio 2010 i ministri Scaiola e Matteoli inaugureranno i lavori dell’ammodernamento del Nodo Ferroviario e illustreranno i lavori del Terzo Valico Ferroviario. Illustreranno, non avranno il coraggio di tagliare un nastro!!! Siamo giunti alla quarantesima “finta” inaugurazione del Terzo Valico, primo lotto funzionale dell’Alta Velocita’ Feroviaria Genova-Milano, un tunnel di 54 chilometri che partendo da Genova arriverà a Tortona. La scelta della TAV determina specifiche tecniche (raggi di curvatura e pendenze) differenti da quelle di una linea “normale”che producono un costo esorbitante (ad oggi 5 miliardi di euro, 102 milioni di euro al km.) Va ricordato che i 5 miliardi e mezzo di euro ora previsti non verranno coperti dai privati, ai quali è stata affidata, senza alcuna gara di appalto, la progettazione-realizzazione e verifica dei lavori. Ogni famiglia italiana paghera’ 275 euro, ai quali vanno aggiunti i costi di gestione annuale (85% di passivo, dichiarato dagli stessi amministratori delle ferrovie). Finora si sono proposti e regolarmente cestinati 3 progetti, costo complessivo 330 milioni di euro, compresi i famosi e chiacchieratissimi fori pilota del 1997 (bloccati dai carabinieri). Per il Terzo Valico il Governo ha stanziato solo 500 milioni di euro in tre anni per pagare gli espropri e realizzare strade di cantiere, anche in assenza di un progetto esecutivo dell’opera nel suo complesso. Quindi i cantieri partiranno a singhiozzo per fini elettorali.  Sarà un’opera mai finita, con costi altissimi per la collettività, tipo la Salerno - Reggio Calabria. E non possiamo dimenticare la genesi di questa opera. Il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocità” riporta le dichiarazioni di Salvatore Portaluri che fu per due anni presidente della TAV. “Tutti i gruppi imprenditoriali erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi di equilibrio, ma anche questi vengono risolti con la costituzione di un nuovo consorzio per la tratta più incerta, il Cociv per la Milano-Genova. Un consorzio anomalo di sei imprese, costituito il 3 dicembre 1991″. L’ostinazione a volere perseguire il Terzo Valico ha frenato e dilazionato i necessari, e piu’ volte da noi richiesti, lavori di ammodernamento del Nodo Ferroviario Genovese, che solo oggi pare iniziano, dopo molti anni. In piu’ ha determinato una interferenza con i progetti, contrastando con il collegamento della bretella Voltri – Borzoli con le linee dei Giovi verso il Nord, opera di 2400 metri dal costo infinitamente inferiore al Terzo Valico stesso. Cosi’ come vanno fatti gli interventi su tutte le linee ferroviarie esistenti che dalla Liguria portano verso il Nord. Al momento attuale (a fronte di un traffico ferroviario attuale di 72.000 container con le tre linee esistenti dietro Genova se ne possono trasportare 600.000, con piccoli ammodernamenti sui 2 milioni.
Sistemando la Voltri-Ovada, la Pontremolese e la Savona-Torino si giunge ad una potenzialità di 4 milioni
di teu all’anno. Sono queste le opere che vogliamo e che da anni denunciamo che non vengono fatte per correre dietro la chimera della TAV.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

Cav. Pecorini: smentisca gli esuberi di personale in Tirrenia

Gennaio 27th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

Lettera aperta all’Amministratore Delegato della Tirrenia di Navigazione
Cav. Franco Pecorini

Egregio Cav. Pecorini,

mi rivolgo a Lei con la presente, nel mio ruolo istituzionale di Capogruppo consiliare al Comune di Genova, in merito ad alcune voci circolate di recente, secondo le quali Lei avrebbe affermato che, con la privatizzazione della Società da Lei amministrata, si verrebbero a configurare, per il personale amministrativo, esuberi ammontanti a circa un centinaio di addetti, concentrati soprattutto nelle sedi di Genova, Venezia e Civitavecchia.
Tenuto conto che, a quanto mi risulta, il personale attualmente impiegato presso le suddette sedi è di circa 60 persone a Genova, 20 a Venezia e 20 a Civitavecchia, appare evidente che i citati esuberi riguarderebbero, in maniera pressoché totale, tale personale e, in maniera sicuramente preponderante, la sede di Genova, il che è, a mio parere, decisamente preoccupante, soprattutto considerate le enormi difficoltà che, in questo periodo di grave crisi, pesano sul mondo del lavoro, anche, e in particolare, a Genova..
Per inciso, una conferma implicita alle citate voci verrebbe da Sue dichiarazioni riportate dalla stampa, dove, parlando di marittimi, si afferma che “il Gruppo non ha esuberi”, senza però fare alcun cenno specifico relativamente agli amministrativi.
Ora, considerato che la procedura di privatizzazione della Società Tirrenia – privatizzazione che, tengo a precisarlo, mi permetto di non condividere assolutamente, in quanto ritengo che i servizi di trasporto di persone e merci che svolgono un ruolo strategico per il Paese, come nel caso della Tirrenia, debbano restare sotto il controllo pubblico – è, attualmente, ad uno stadio assolutamente iniziale, dato che si è ancora in attesa delle dichiarazioni di interesse per la partecipazione al bando di gara, mi domando quali valutazioni sarebbero alla base delle sopra riportate stime di esuberi. Ciò, salvo che Lei non sia già venuto a conoscenza di informazioni in tal senso da parte di potenziali eventuali acquirenti.
La pregherei pertanto, in primo luogo, di smentire ufficialmente suddette voci, chiarendo esplicitamente che non si ipotizzano esuberi di personale amministrativo, né a Genova né altrove.
Inoltre, La inviterei ad assumersi l’impegno - e di farsene promotore presso il Governo - a far sì che, in considerazione del fatto che i futuri acquirenti della Tirrenia potranno beneficiare di una convenzione con lo Stato che è già stata prevista della durata di otto anni, in sede di trattativa venga posta la pregiudiziale del mantenimento degli attuali livelli occupazionali e della loro localizzazione, almeno per detto arco di tempo.
Certo che Lei vorrà farsi partecipe delle mie più che comprensibili preoccupazioni e che, pertanto, terrà in dovuto conto le mie sopra riportate richieste, Le auguro buon lavoro e Le porgo
Distinti ossequi

Antonio Bruno
Capogruppo PRC-Sinistra Europea
al Comune di Genova

Interrrogazione su rifiuti da Scarpino a Genova

Gennaio 26th, 2010 Posted in Interrogazioni R.S. | No Comments »

Oggetto: interrogazione a risposta scritta

Il Sottoscritto Consigliere,
premesso che il giornalista Gianni Lannes a Palermo il 12 dicembre 2009 durante una iniziativa pubblica “l’alba di una nuova resistenza” ha dichiarato: “Sono stato a Caorso e cosa ho scoperto: che lo Stato Italiano ha affidato lo smantellamento delle centrali italiane a….. C’e’ una societa’ che si chiama Ecoge e ha sede a Genova e l’ho scoperto per caso, entrando all’interno senza autorizzazione della piu’ importante centrale nucleare d’Italia. Avevo con me 3 macchine fotografiche …. Non mi ha fermato nessuno, sono stato li’ dentro a fotografare il reattore nucleare… Ho fotografato dei camion …. della societa’ Ecoge che caricavano i rifiuti nucleari all’interno dei container trasportati a Genova e li ho seguiti e poi a La Spezia in attesa di navi da affondare e questo adesso, ora, non 20 anni… E’ una vergogna.”

Premesso che tali dichiarazioni sono reperibili all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=XdvB9BDy7Kc

Considerato che se tali affermazioni fossero confermate la destinazione di tali rifiuti possono essere il porto di Genova, per l’imbarco verso paesi del Sud del Mondo oppure la discarica di Scarpino
Chiede se non sia opportuno un urgentissimo intervento consistente in accertamenti e misurazioni in discarica a fronte di queste accuse e una sollecitazione all’Autorita’ Portuale affinche’ sviluppi accertamenti e misurazioni nel territorio di sua competenza.
Chiede inoltre di valutare la possibilita’ di costituirsi parte civile nel caso in cui venissero riscontrate delle violazioni di legge.

Interpellanza su inquinamento di Multedo

Gennaio 25th, 2010 Posted in Interpellanze | No Comments »

Il sottoscritto Consigliere,

Premesso che

- a partire dal 2002 è stata avviata, in collaborazione fra il Dipartimento di Genova dell’A.R.P.A.L. e l’Ufficio Elaborazioni Dati Ambientali della Provincia di Genova, una campagna di misura (mediante campionatori attivi e passivi) collocati in 8 posizion: (Viale Villa Chiesa, Via Alberto Picco, Via Reggio (Giardini John Lennon), Via Pacoret de Saint Bon, Via Antica Romana di Pegli, Via Formellin, Via Ronchi, Viale Villa Gavotti) sia per acquisire informazioni circa l’inquinamento prodotto, sia per realizzare una “mappatura” dell’area di Genova Multedo sulla base dei livelli rilevati di Benzene e di altri Idrocarburi Aromatici;
- a inizio 2005 tali collocazioni sono state “ripensate”, anche per tener conto delle indicazioni del Comitato Salute e Ambiente di Multedo e si e’ pervenuta ad una più puntuale conoscenza sulla diffusione degli inquinanti nelle situazioni di maggior “disagio” manifestate dalla cittadinanza.
- Dal mese di aprile 2005 i monitoraggi sono proseguiti, non solo raddoppiando il numero dei punti di misura, ma indirizzando anche le indagini verso l’individuazione di ulteriori sostanze, rispetto a quelle inizialmente individuate.

Considerato che i risultati di tali rilevazioni, per quanto riguarda le campagne di monitoraggio della qualità dell’aria effettuate mediante campionatori passivi per la determinazione di Sostanze Organiche Volatili, hanno segnalato che:

- gli inquinanti Benzene e Toluene, più direttamente correlati al traffico veicolare, hanno subito un aumento in tutte le postazioni nel 2006; tale fenomeno sembra però rientrato nel corso degli anni successivi, in cui si è assistito ad una generale diminuzione. Nel dettaglio si è riscontrato per il benzene il superamento del valore di 5 µg/m3 nelle postazioni n. 7 e 4 nel 2006, dove l’influenza del traffico veicolare è sicuramente maggiore rispetto alle altre. Tale situazione sembra peraltro essere rientrata nel corso degli anni;
- per gli Xileni: la misurazione di tali sostanze, tra cui in particolare l’isomero orto, ha messo in evidenza la criticità della postazione n. 4, dove sono state riscontrate le concentrazioni più elevate. La determinazione di questa sostanza ha inoltre permesso di distinguere le postazioni maggiormente influenzate dalle movimentazioni effettuate dalla Ditta Carmagnani;
- per il Metil-etilchetone (MEK):la determinazione di questo parametro si è dimostrata utile per la distinzione delle postazioni influenzate dalle movimentazioni di prodotti chimici effettuati dalla Ditta Superba, in analogia a quanto descritto per l’orto-xilene
- per l’Acetone: tale sostanza sembra diffondersi in modo abbastanza omogeneo su tutto il territorio in esame e senza particolari differenze nel corso degli anni;
- per il Metil-ter-butiletere (MTBE): la particolarità di tale inquinante di essere presente sia tra i prodotti movimentati dalle Aziende della zona , che presente nelle benzine come additivo, lo rende determinabile in tutte le postazioni; In generale le postazioni che mostrano le concentrazioni maggiori sono quelle influenzate dalla Ditta Superba.
- Per altre sostanze organiche volatili: l’analisi di altri parametri ha permesso di valutare la dispersione degli inquinanti caratterizzati da minore volatilità unita alla quantità di prodotti movimentati dalle Ditte presenti sul territorio.

Considerato, inoltre, che questa relazione tecnica evidenzia che per la prima volta in ambito di valutazione della qualità dell’aria sono state monitorate sostanze chimiche che mai prima erano ricercate e che i risultati hanno permesso di ottenere importanti informazioni della loro dispersione nell’area di Multedo.
Gli importanti risultati ottenuti saranno utilizzati per gli approfondimenti che si rendono necessari a causa delle note problematiche del territorio: le sostanze organiche volatili che in questa relazione hanno dimostrato essere utili per la comprensione dell’inquinamento di Multedo saranno misurate in continuo nella nuova postazione fissa installata dall’Amministrazione Provinciale di Genova.

Interpella la S.V.

per conoscere se non sia opportuno attivarsi affinché, ai fini di avere dati cogenti dal punto di vista amministrativo, si proceda alla misurazione in continuo dei dati relativi a tali inquinanti, in modo da poter sviluppare le opportune azioni a termini di legge, assumendo come ulteriore obiettivo per i prossimi anni quello di valutare l’influenza dell’inquinamento prodotto dalle navi sia di tipo atmosferico che acustico.

Il Capogruppo
Antonio Bruno

Mozione su inopportunità della Tessera del Tifoso

Gennaio 23rd, 2010 Posted in Mozioni | No Comments »

Oggetto: mozione su inopportunità della Tessera del Tifoso

Il Sottoscritto Consigliere,

Considerato che la tessera del tifoso dovrebbe essere uno strumento di fidelizzazione che identifica i tifosi di un club o della Nazionale che servirebbe per seguire in trasferta la propria squadra ed entrare nei settori
«ospiti» dello stadio, ma anche a usufruire di vie di accesso preferenziali ed evitare i controlli ai varchi, per
acquistare i biglietti anche al posto del documento d’identità.

Considerato altresì che il tifoso è già “fidelizzato” dal fatto stesso di essere tifoso di una squadra, al contrario di altre imprese che hanno bisogno di fidelizzare. In ogni caso l’opera di fidelizzazione della SMA, ad esempio, passi per il nulla osta della questura.

Visto che la tessera, differentemente da quanto sostenuto inizialmente, avra’ un costo.

Tenuto conto che la tessera potra’ essere posseduta da coloro che non sono sottoposti a Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive), che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale.

Tenuto conto, altresì, che l’art. 9 della legge 41/2007 dice “che non sono stati sottoposti a Daspo” e, come sapete, non parla di condanne da stadio negli ultimi 5 anni ma solo di “condanne da stadio”.  Si ha la situazione per cui verrebbero esclusi dalla possibilita’ di avere la tessera del tifoso, tutti quei soggetti che hanno avuto condanne (anche non definitive) per “reati da stadio” e che nel corso della vita hanno ricevuto un Daspo, anche se scontato.  Da ricordare che il Daspo non è una condanna (perché non è preceduto da alcun processo, né da alcun Giudizio) ma una misura preventiva, decisa arbitrariamente dal Questore.  Una misura che, limitando la libertà personale senza bisogno di prove e processo, vìola, di per sé, i diritti civili della persona. Alla diffida talvolta segue un processo, che il più delle volte proscioglie gli imputati perché troppo spesso diffidati senza prove. Ebbene, anche queste persone, dichiarati innocenti dallo Stato e che hanno scontato ingiustamente una diffida o una parte rilevante d’essa, non potrebbero avere accesso allo stadio, perché l’art. 9 della Legge non fa differenze tra innocenti e colpevoli (tra
quelli che arrivano ad avere un processo), fondandosi sull’esser stati “destinatari” del Daspo.

Tenuto conto quindi che in pratica tale normativa trasformerebbe una misura preventiva (illegittima) in condanna definitiva a vita (il che è anche anticostituzionale).

Considerato altresì che tale Tessera può essere considerata come uno strumento volto anche all’identificazione commerciale; uno strumento per speculare sui tifosi ufficiali ma anche occasionali, che rifiutando la tessera, non avranno accesso allo stadio e che per vedere la partita avranno soloil digitale o il satellite a pagamento.

Chiede che il Consiglio Comunale di Genova si esprima per una modifica radicale, se non proprio una cancellazione, dei provvedimenti che prevedono la tessera del tifoso, ribadendo, nel contempo, il suo impegno e appoggio per tutte le iniziative volte a contrastare violenza e razzismo anche
sui terreni di gioco.

Antonio Bruno, capogruppo Sinisitra Europea-Partito Rifondazione Comunista Comune di Genova

Interpellanza su Porto Petroli

Gennaio 21st, 2010 Posted in Interpellanze | No Comments »

Genova, 21/01/10
Prot. 10
Interpellanza su Porto Petroli

Il sottoscritto Consigliere

Visto che sulla stampa cittadina si legge che nei primi giorni di febbraio, partirà la seconda fase di dragaggi in porto;

Considerato che

dalle dichiarazioni del Presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo emerge che i dragaggi interesseranno il porto petroli, in modo da consentirel’attracco a navi di dimensioni maggiori. In tal modo, il porto petroli potrà disporre nuovamente di fondali profondi 14 metri e mezzo ai livelli del 1985 quando ai pontili del porto petroli potevano attraccare navi con 13 metri di pescaggio;

chiede alla Sindaco e alla Giunta

se tale finalità non contrasti con tutti gli strumenti urbanistici che indicano l’incompatibilità del Porto Petroli col tessuto urbano e gli atti espressi, nel lungo iter di approvazione del Piano Regolatore Portuale che di seguito si citano:

“Intesa tra il Comune di Genova e l’Autorità Portuale di Genova, funzionale all’approvazione del Progetto di Piano Regolatore Portuale (…)” approvata nella seduta del Consiglio comunale del 25/5/1999 “che, per quanto si riferisce all’ambito di Pegli, Multedo e Sestri, si confermano le previsioni urbanistiche di incompatibilità dell’impianto petrolifero con il tessuto abitativo e fermo restando la necessità che in futuro si creino le condizioni per il superamento definitivo della funzione petrolifera di Genova, si concorda sulla soluzione di importante contrazione della movimentazione petrolifera, attuata attraverso la riduzione dei relativi attracchi e si sollecitano, tuttavia, ulteriori e effettive riduzioni degli attracchi stessi, fatte salve le opportune valutazioni tecniche dell’Autorità Portuale anche mediante la migliore utilizzazione degli impianti off-shore; si considera che tutto questo costituisca un approccio realistico e effettivamente concretizzabile e che rappresenti un significativo intervento di miglioramento rispetto alla delicata situazione di Multedo, in quanto, in ogni caso, non viene considerata ammissibile la ricollocazione delle aziende petrolchimiche attualmente presenti, che sono quindi destinate alla dismissione, mentre viene proposto l’insediamento di un’importante attività economica compatibile con l’intorno, rappresentata dal nuovo terminal e dal distripark dei prodotti alimentari”.

Parere VIA Regione del 4/2/2000
Il parere della Commissione regionale di VIA prescrive la riconferma della previsione dello spostamento del Porto Petroli, ribadendo l’obiettivo strategico contenuto negli strumenti di pianificazione regionale, pur nel riconoscimento di perseguire la soluzione intermedia rappresentata dalla riduzione degli attuali accosti petroliferi e dalla sostituzione con attività produttive portuali compatibili con la vicinanza .dell’abitato. A regime, le aree e gli accosti petroliferi sono da destinarsi a funzioni urbane.

Parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Adunanza del 01/10/1999 pag. 61 e 62.
Anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, organismo non certo imputabile di parzialità dice chiaramente riferendosi alla “questione relativa all’allontanamento dei petroli dal centro abitato”… “ritiene che dette problematiche siano ineludibili nel lungo termine e che, pertanto, dovranno impegnare l’Autorità Portuale nella identificazione di efficaci soluzioni da pianificare per tempo nella successiva variante al PRP”.

E ancora, preso atto dell’”Intesa” tra il Comune e l’Autorità Portuale: a pag. 65, “Il tema nodale dell’area (PMS) è indubbiamente quello del terminal petroli. Nelle osservazioni del Comune, si confermano le previsioni urbanistiche di incompatibilità dell’impianto petrolifero con il tessuto abitativo e ferma restando la necessità che in futuro si creino le condizioni per il superamento definitivo della funzione petrolifera a Genova, si concorda nella soluzione di importante contrazione della movimentazione petrolifera..”, il Consiglio dei Lavori Pubblici conclude …”sulla inevitabilità della ricerca, tra lo spettro delle possibili opzioni, di una definitiva soluzione della problematica a tempi lunghi”. E continua: “Ed è in questo contesto che si ritiene accettabile la proposta di PRP, nella adottata prospettiva temporale. Principio inderogabile, ovviamente, è che la nuova configurazione operativa del terminal petroli, non perturbi, (al più migliori) gli esistenti livelli di sicurezza degli impianti.”

Pronuncia di VIA del Ministero dell’Ambiente del 25 ottobre 2000
Viene respinta chiaramente la “compatibilizzazione” del porto petroli prevista dal PRP e come si legge a pag. 16 del documento ministeriale; “il PRP stabilisce che in tale area saranno delocalizzati i serbatoi di oli minerali della Esso: ciò inevitabilmente incrementerà il traffico marittimo ed il rischio ambientale connessi alle attività di bunkeraggio; (…) tale operazione appare in netto contrasto con quanto più volte dichiarato nel P.R.P. e nello studio di impatto ambientale. Infatti, come già sottolineato, mentre gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica prevedono lo spostamento del porto petroli da Multedo e la contrazione del traffico petrolifero, questa soluzione determina invece l’insediamento di nuove attività industriali non compatibili con il contesto urbano, con un aumento, non considerato, del rischio di incidente, un aumento del traffico, un aumento delle emissioni”… Inoltre, il Governo, sempre a pag. 16 del giudizio di compatibilità dichiara di non condividere le previsioni di allungamento dei pontili, in quanto: “ di fatto, la riconfigurazione del terminal mediante il prolungamento a mare dei pontili alfa, beta e gamma costituisce un aumento della capacità di movimentazione dei prodotti petroliferi…” Inoltre, secondo quanto stabilito dalla legge n. 220 del 28 febbraio 1992, “gli interventi negli ambiti PMS3 e PMS4 devono essere sottoposti a specifica valutazione di impatto ambientale in quanto comportano la modifica e l’allungamento dei pontili dedicati al carico e allo scarico di idrocarburi (art. 1 comma 2 DPCM 10 agosto 1988, n. 377)

Approvazione del PRP di Genova da parte del Consiglio Regionale della Liguria in data 31/7/2001
“- Ferma restando la prospettiva di lungo termine di progressivo spostamento delle attività petrolifere, si conferma l’opportunità di perseguire anche soluzioni intermedie purché volte alla complessiva riduzione dei traffici e dotate del carattere di fattibilità.

In tale contesto, l’attuazione della previsione del PRP è condizionata alla promozione da parte dell’Autorità Portuale di un Accordo di Programma entro 12 mesi da oggi (31/6/2001), riferito agli ambiti PMS3, PMS4, PMS5, PMS6 (porto petroli), mirato all’effettiva riduzione dei traffici petroliferi da attuarsi mediante una significativa riduzione del numero degli accosti e il conseguente recupero di disponibilità di spazi anche per le attività della cantieristica.” Si ricorda, inoltre. che i numerosi studi commissionati sull’argomento confermano la pericolosità degli attracchi e si citano ad esempio:
1) Lo studio della Polytecna Harris (1993) che identifica nelle aree interessate da valori di sovrapressione superiori alla soglia di pericolosità in caso di esplosione ampie zone fuori dell’area portuale. “…Il raggio dell’area di pericolosità per le persone risulta pari a circa 400 e 300 metri (…) nel caso in cui l’accesso alla darsena ridossata sia limitato a navi non
eccedenti 130 mila DWT (…)”(…)” (da Studi e analisi di fattibilità per la ristrutturazione e/o ricollocazione del Porto Petroli di Genova-Multedo).
2) Il documentatissimo e preoccupante Studio promosso dal Ministero della Marina Mercantile, che nel 1991 costituì un gruppo di lavoro (formato anche dall’amministrazione marittima, dai Ministeri dell’Interno e dell’Industria, de esperti della Consulta
del Mare e dalle categorie economiche), il quale nel 1993 espresse “…preoccupazioni in merito alle condizioni di rischio inerente al notevole volume di traffici e, in particolare, evidenzia la promiscuità tra petroliere e unità di prodotti chimici….”. Il gruppo di lavoro aveva esaminato in ambito nazionale 41 scali petroliferi e aveva assegnato a Genova Multedo il primato nazionale per il rischio, fra un elenco più ristretto di 11 porti italiani degni di particolare attenzione per la loro “latente pericolosità”. Non solo, il gruppo di lavoro suggeriva nel 1993 alcuni provvedimenti urgenti per uscire da tale situazione:
• accelerare il processo di delocalizzazione degli accosti per i prodotti chimici e petrolchimici;
• razionalizzare i criteri di gestione degli impianti e dei depositi collegati;
• potenziare il sistema di boe;
• predisporre uno studio per la localizzazione di una darsena petroli in zona più lontana dagli abitati che offra tutte le opportune garanzie dal punto di vista della sicurezza.
3) Anche l’ultimo documento nel campo della ricerca, a nostra conoscenza, in ordine di tempo conferma e descrive nel dettaglio la situazione. Lo Studio relativo al rischio industriale e infrastrutturale dell’area elaborato dal CUEIM (Consorzio universitario di Economia Manageriale e Industriale), richiamato nell’Agenda XXI della Regione Liguria presentata nel novembre 1999, che, dovendo misurare il grado di rischio della zona sulla base di criteri di accettabilità su parametri di ponderazione che si riferiscono alla densità della popolazione, alla presenza di edifici residenziali, alla presenza di ricettori particolarmente sensibili (scuole e ospedali) e ai cosiddetti attrattori (grosse strutture commerciali e infrastrutture, ecc.), afferma letteralmente: “Zona Pegli-Multedo: relativamente a questa zona si verifica una situazione di inaccettabilità del rischio nell’Area Superba - Porto Petroli…”.
4) La Delibera della Giunta regionale del 6 agosto 1999 n. 163 riguardante la Proposta di approvazione al Ministero dell’Ambiente a modifica del PTTA 1994/1996 del Piano di Risanamento dell’Area Critica ad Elevata Concentrazione di attività industriali di Genova, a
conclusione del punto 2.1 – Attività industriali a rischio di incidente rilevante si evidenzia: “in modo netto” come “le contribuzioni di rischio fornite dal Porto Petroli e dallo stabilimento Superba appaiono, anche per la loro estrema vigilanza maggiormente indistinte”.

Il Capogruppo
Antonio Bruno

PUM di Genova: qualche mese per modificarlo

Gennaio 20th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

Comunicato stampa

“Siamo riusciti a modificare gli indirizzi del piano urbano della mobilita’ verso obiettivi piu’ stringenti a favore del Trasporto Pubblico Locale per favorire il passaggio dall’uso di auto e moto verso bus e treno.” afferma il capogruppo in Consiglio Comunale di Sinistra Europea - PRC Antonio Bruno
“Infatti la prposta che ci era stata presentata partiva dal presupposto di non mettere al centro il Trasporto Pubblico Locale, fino ad arrivare a dichiarare che le nuove infrastrutture stradali consentivano di non avere obiettivi piu’ drastici in favore di bus e treno”.
“Siamo riusciti a cambiare la delibera e a fissare per giugno 2010 il momento di revisione del piano” - dichiara Bruno - “in particolare degli elaborati tecnici che fissavano in un misero 2 per cento l’obiettivo dell’incremento del TPL”
“E’ necessario un grande lavoro e un appassionato contributo delle forze politiche e delle associazioni perche’ si pongano obiettivi piu’ ambiziosi, fino ad arrivare alla modifica del protocollo di intesa sul nodo ferroviario genovese che comprenda la bretella Borzoli - linee dei Giovi, la fermata di Pegli Lido, il trasporto Voltri - Pontedecimo”. conclude Antonio Bruno

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

Piano Urbano Mobilita’ contrario a programma Sindaco Vincenzi

Gennaio 17th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

Comunicato stampa

La proposta di Piano Urbano della Mobilita’ Genovese che sara’ in discussione martedi 19 gennaio 2010 presenta molti punti di contrasto con il programma con cui Marta Vincenzi ha vinto le elezioni a Sindaco di Genova del 2007. A pagina 8 del documento finale si recita “Il Piano contiene interventi atti a migliorarare la capacita’ e i livelli di servizio dei vari modi di trasporto … senza di conseguenza PROVOCARE UNA DIVERSIONE MODALE CONSISTENTE DAL MEZZO PRIVATO AL MEZZO PUBBLICO. Il Piano NON HA ASSUNTO COME ELEMENTO NODALE O ADDIRITTURA UNIVOCO L’OBIETTIVO DI RIEQUILIBRIO MODALE A FAVORE DEL TRASPORTO PUBBLICO ….” E invece questo e’ proprio quello che dovrebbe succedere. Queste righe sono in contrasto anche con quanto dichiarato dal vice sindaco Paolo Pissarello durante le sedute di commissioni consiliari. Pissarello infatti ha confermato la scelta a favore del mezzo pubblico e si e’ impegnato a apportare modifiche significative. Se queste non ci saranno e’ evidente che il mio voto non potrà che essere contrario. Auspico, invece, che sia possibile scrivere con chiarezza che obiettivo del PUM e’ quello di spostare utenza dal trasporto privato inquinante a quello pubblico e a impegnarsi piu’ chiaramente per il TRAM, le corsie protette, il trasporto via nave, il miglioramento di quello ferroviario, la diminuzione dell’offerta di parcheggi in centro. Chiedo anche una pausa di riflessione sull’avanzamento del metro’ dopo Brignole e dopo Brin, in considerazione dei costi altissimi per obiettivi che, forse, si possono raggiungere con il migliore uso della ferrovia e nuove corsie riservate e protette per i bus.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

I servizi pubblici devono produrre qualità della vita e non servizi per pochi

Gennaio 15th, 2010 Posted in Comunicati stampa | No Comments »

Comunicato stampa

Grazie all’ottimo stimolo del vice presidente del Consiglio Comunale di Genova, il “parlamentino” genovese si appresta a discutere le modifiche al suo Statuto. Si cerca di ritagliare un ruolo piu’ dignitoso a questo Ente che l’articolo 14 della Costituzione mette al primo posto tra gli enti su cui e’ fondato lo Stato. Tra l’altro e’ importante il richiamo al’accesso all’acqua come bene pubblico indisponibile. Questa dichiarazione si inserisce in un momento in cui il Governo ha deciso di espropriare i Comuni, le Province e le Regioni dalle decisioni sulle forme e le modalita’ di erogazione dei servizi pubblici. Sono questi gli effetti dell’articolo 15 del decreto 135/09 recentemente approvato dal Parlamento. L’aspetto piu’ invasivo e’ l’obbligo alla privatizzazione di servizi importanti come quello idrico, la gestione dei rifiuti, il servizio di trasporto pubblico locale. Si espropriano gli enti locali dalla facolta’ di scegliere quale sia la forma di gestione piu’ adeguata al contesto sociale ed economico, favorendo il controllo del mercato italiano da parte di grandi multinazionali. Molti hanno sottolineato come le tariffe dell’acqua saliranno inesorabilmente. Questa previsione e’ confermata dalla realta’; Mediterranea Acque (che gestisce il servizio idrico a Genova) pur essendo ancora una societa’ con una maggioranza di capitale pubblico ha aumentato le tariffe dell’acqua del 14 per cento.  E questo e’ normale perche’ il costo del servizio deve garantire i dividendi ai soci privati (siano i fondi speculativi o Impregilo). Anche gli effetti sull’occupazione sono stati particolarmente interessanti. In Iride gli occupati sono passati da 1060 (fine 2006) a 945 (fine 2008), e anche questo e’ comprensibile perche’ per ridurre i costi di gestione ci si concentra sul costo del lavoro, riducendo organici e cercando di incidere sulle condizioni di lavoro (aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro, orari ecc.). Non mi dilungo su questioni ovvie, come la perdita di controllo democratico su servizi essenziali. Nel passaggio da Amga (azienda speciale) a Amga SPA tutta pubblica a Iride il Consiglio Comunale e i cittadini hanno visto ridotti i poteri di indirizzo, programmazione e controllo; parole sempre più vuote a fronte del reale potere esercitato dai Consigli di Amministrazione e dagli Amministratori Delegati. Ma non c’e’ solo l’acqua: quale politica virtuosa di riduzione di sprechi e rifiuti potra’ fare un’azienda che ha come compito principale la creazione di profitti per i soci privati? E l’esperienza della parziale privatizzazione di AMT ha dato risultati positivi, o scontiamo l’aumento del 20 per cento delle tariffe, lo scontento dei lavoratori e la riduzione del servizio sotto forma di tagli alle corse e di rotture di carico? Come si vede c’e’ molto materiale di riflessione per cercare di invertire la direzione intrapresa, seguendo le scelte di Parigi che dal 1 gennaio 2010 ha ripubblicizzato il servizio idrico, proprio nella patria delle multinazionali dell’acqua. E allora una proposta istituzionale concreta e’ quella di dichiarare, all’interno dello Statuo del Comune di Genova, i servizi, che non riteniamo debbano subire l’imposizione della privatizzazione, come servizi privi di rilevanza economica, attivita’ che devono produrre qualita’ della vita e non profitti per pochi.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova