Marzo 2nd, 2010 Posted in Interpellanze, Senza categoria | No Comments »
Genova, 02/03/10
Interpellanza su
Cooperative sociali
Il sottoscritto Consigliere,
Premesso che
nel perdurare della recessione, i segnali più rassicuranti, o perlomeno meno drammatici, vengono dalle cooperative sociali. Anche queste risentono della pesante crisi che investe l’economia italiana e mondiale, ma conservano in molti comparti di attività una capacità di crescita che si traduce in un quadro complessivo di tenuta, sia nel giro d’affari che sull’occupazione;
molte cooperative di questo settore operano per l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e dimostrano anch’esse segnali di salute, negli ultimi anni il fatturato e l’occupazione sono cresciute più che nella media nazionale;
lo sviluppo di queste cooperative è comunque legato alle commesse da parte della Pubblica Amministrazione, in particolare degli Enti locali.
Considerato che da questo punto di vista non mancano gli esempi positivi nel nostro Paese, anche alcune realtà non risultano adeguarsi ai fabbisogni.
Infatti:
- a Torino nel 2008 sono state 457 le persone portatrici di invalidità psichica o fisica, il 69% del totale dei lavoratori impiegati negli appalti per 21 cooperative sociali, che hanno trovato lavoro grazie alle opportunità offerte dal Regolamento 307 sulle gare riservate, che stabilisce che almeno il 3 per cento dell´importo degli affidamenti a terzi di beni e servizi sia destinato a contratti con le imprese che impieghino personale svantaggiato;
- la giunta comunale di Milano ha deciso di riservare il 5% degli appalti alle cooperative sociali di tipo B del territorio, che sono 144 e occupano 1.167 persone svantaggiate, una disposizione che porterà persone in stato di bisogno ad avere un lavoro vero, dignitoso e stimolante, in modo da poter contribuire anch’essi allo sviluppo della città;
- a Venezia vi è stata la recente Delibera N. 563 del 23 ottobre 2009, con cui l’amministrazione comunale, per valorizzare le risorse presenti nel territorio, ha approvato la stipula di convenzioni con le cooperative sociali di tipo B per la fornitura di beni e servizi con importo sotto soglia comunitaria. In base a quanto disposto dalla Delibera Regionale 4189 /07, il Comune intende stabilire una percentuale da definire di anno in anno e nell’ottica di adeguarsi all’obiettivo del 30% previsto dalla citata normativa, con il monitoraggio annuale degli affidamenti effettuati;
- il Comune di Pesaro e le Centrali cooperative hanno firmato un protocollo che ha lo scopo di valorizzare i servizi di welfare locale e di salvaguardare l’occupazione anche delle persone svantaggiate nel territorio. L’accordo riconosce il ruolo strategico di partnership con la cooperazione sociale, l’amministrazione comunale s’impegna anche a rendere più efficace le modalità di esternalizzazione dei servizi tramite commesse, per il mantenimento della qualità dei servizi e i posti di lavoro attuali;
- al Comune di Roma è stata approvata, il 23 aprile scorso, una delibera di giunta che stabilisce la riserva di appalti verso le cooperative sociali nella misura di almeno il 5% dell’importo complessivo degli affidamenti a terzi delle forniture di beni e servizi;
Interpella la S.V.
Per conoscere se non sia opportuno adottare anche a Genova i modelli virtuosi attuati nelle varie città e regioni del Nord-Italia, che hanno visto crescere l’economia e l’occupazione per le persone disabili e non, applicando l’art 52 del Decreto Legislativo 163/2006, che stabilisce che le stazioni appaltanti possono riservare la partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici nel contesto di programmi di lavoro protetti.
Il Capogruppo
Antonio Bruno